04.09.2022

Udienza alla Fondazione AVSI per il Progetto “Ospedali Aperti” in Siria

È una popolazione che vive sofferenze da 12 anni quella siriana, per il sanguinoso conflitto che ha provocato un “numero imprecisato di morti e feriti” e “distruzioni di interi quartieri e villaggi” e infrastrutture, tra cui quelle ospedaliere, ricorda il Papa incontrando lo scorso 3 settembre nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico i partecipanti all’iniziativa “Ospedali Aperti” in Siria della Fondazione Avsi. Con loro il cardinale Mario Zenari, da quattordici anni nunzio apostolico nel Paese.

La Chiesa ospedale da campo per i sofferenti

Quella che “a detta degli osservatori internazionali, rimane una delle più gravi crisi nel mondo, con distruzioni, crescenti bisogni umanitari, collasso socio-economico, povertà e fame a livelli gravissimi” ha prodotto “circa quattordici milioni di sfollati interni e rifugiati, ossia più di metà della popolazione siriana di prima del conflitto”, fa notare Francesco, nel suo discorso. Il Papa racconta di aver ricevuto in dono l’opera di un artista, Massimiliano Ungarelli, che, ispirandosi a una fotografia, ha ritratto un papà siriano, stremato di forze, con il suo bambino sulle spalle”. Ruvela che quel quadro gli ha fatto venire in mente San Giuseppe, costretto a fuggire in Egitto e, al termine dell’udienza, decide di offrirne l’immagine ad “Ospedali Aperti”, perché guardandola si pensi “a questa fuga in Egitto di ogni giorno, di questo popolo che soffre tanto”.

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