24.04.2015

#Villaggiocarcere

Certamente un convegno sui generis: come richiamato da tanti relatori, non si è trattato di discorsi e parole, ma occhi, bocche e cuori che hanno testimoniato una ricchezza di vita oltre ogni aspettativa. E il villaggio attorno ai testimoni dei mondi associativi e cooperativi legati al carcere ha coinvolto le istituzioni quali interlocutori privilegiati (ma non unici!) per riprendere insieme un lavoro in vista di una riforma complessiva del sistema.

Ecco una rassegna stampa di ieri con un articolo della moderatrice Alessandra Buzzetti su ilsussidiario.net e gli articoli di Vita.it e Tempi; di seguito alcuni lanci di agenzia:

Carceri: cooperative,210 mln risparmio se si abbatte recidiva
(V. Carceri: Orlando, costano 3 mld … delle 14,40 circa)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 23 APR – Torna a delinquere il 90% dei detenuti che non svolgono programmi di reinserimento; mentre tra i reclusi che lavorano o che comunque frequentano corsi di formazione professionale solo il 10% commette nuovamente un reato. E l’abbattimento della recidiva porterebbe a un risparmio di 210 milioni di euro. Lo ha sottolineato Giuseppe Guerini, presidente di Alleanza delle Cooperative Sociali, concludendo il confronto sul carcere promosso dalla sua organizzazione, da Cdo Opere Sociali e Forma, al quale ha partecipato il ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Siamo pronti a dare il nostro contributo agli ‘Stati generali sul carcere’. Il nostro impegno è rinforzare l’alleanza con le istituzioni per realizzare in ogni carcere d’Italia esperienze lavorative finalizzate al recupero del detenuto” ha assicurato Guerini. Nella riforma del sistema penitenziario bisogna “coinvolgere tutti i soggetti che stanno facendo esperienze positive di rieducazione all’interno delle carceri” ,ha sostenuto Monica Poletto, presidente CDO Opere Sociali, secondo cui perchè “si realizzi un sistema più giusto, che tenga più conto della centralità della persona, bisogna sempre partire da ciò che già c’è ed opera e collaborare per capire come possa essere sviluppato”.(ANSA).

Carceri: dall’orto ai vini, il lavoro dietro le sbarre
A Padova si assemblano gioielli, a Torino progetti per stranieri
ROMA
(ANSA) – ROMA, 23 APR – Dolci preparati con prodotti biologici, vini di qualità, ma anche gioielli, valige, biciclette. Il lavoro in carcere resta un’eccezione ma non mancano le esperienze positive, nate da iniziative di cooperative , enti di formazione, associazioni di volontariato, spesso impegnate anche nel tentativo di creare una rete di solidarietà intorno ai detenuti e alle loro famiglie. Un mondo che si è voluto raccontare in un incontro pubblico con il ministro della Giustizia Andrea Orlando anche per chiedere che queste esperienze positive vengano valorizzate dall’attesa riforma del sistema penitenziario. Pane, paste di mandorla e altri dolci della tradizione siciliana: a prepararli con ingredienti biologici sono i detenuti del carcere di Siracusa per iniziativa della cooperativa sociale Arcolaio, che gestisce anche la cucina e la preparazione dei pasti nella casa circondariale. Producono vini di qualità i reclusi del penitenziario di Sant’Angelo dei Lombardi, che lavorano in una fattoria gestita da una cooperativa di giovani, “il Germoglio”. A Padova invece chi vive dietro le sbarre fa assemblaggio di valige e gioielli ma anche montaggio di biciclette. Stavolta l’iniziativa è del Consorzio Giotto , che oggi dà lavoro a quasi 500 persone all’interno e all’esterno della casa di reclusione. A Torino l’opportunità di lavoro per i detenuti viene dalla lavanderia industriale che è dentro il carcere e ha commesse esterne con strutture pubbliche e private. A gestirla la cooperativa Senza macchia, che promuove iniziative di formazione soprattutto a favore di detenuti stranieri verso i quali è stata emessa una sentenza di espulsione: l’obiettivo è dar loro una possibilità lavorativa una volta rientrati nel loro Paese. Nel carcere di Como c’è invece un centro stampa e la cooperativa Homo faber cerca di formare i detenuti in modo che poi abbiamo la possibilità di lavorare in campo grafico. Lavorano l’orto i detenuti del carcere romano di Rebibbia; la struttura è gestita dall’azienda agricola La Sonnina insieme alla cooperativa Men at work, che all’interno del penitenziario gestisce anche un centro cottura con tanto di servizio di catering per pasti da asporto. In tutto nei 14 penitenziari del Lazio oltre 1500 reclusi hanno partecipato a percorsi di qualificazioni nei mestieri di pizzaiolo, pasticcere, operaio edile, imbianchino, giardiniere, curati da Enaip, un ente di formazione professionale. Diverse anche le iniziative di volontariato. A Milano l’associazione Kayros si occupa dei ragazzi in difficoltà segnalati dal tribunale e dai servizi sociali e un gruppo di famiglie dà un supporto concreto a questi minorenni. Sempre nel capoluogo lombardo l’associazione Incontro e presenza dà un sostegno morale e materiale ai detenuti e agli ex reclusi e loro familiari delle carceri di san Vittore, Bollate, Monza, Opera e dell’istituto minorile Beccaria. A Roma invece l’associazione Vic Caritas gestisce una comunità alloggio, che dal 1989 ha accolto oltre 5mila persone da 75 Paesi: detenuti in permesso e loro familiari venuti da fuori città per i colloqui. (ANSA).

Carceri:Orlando, costano 3 mld e c’e’ la piu’ alta recidiva
ROMA
(ANSA) – ROMA, 23 APR – Il sistema carcerario italiano “costa 3 miliardi l’anno”, eppure “ha i tassi piu’ alti di recidiva in Europa”. E’ il ministro della Giustizia Andrea Orlando a richiamare l’attenzione su questi dati che dimostrano come siano fallimentari politiche che concepiscono il carcere come unica o principale sanzione. Lo fa intervenendo a un incontro sul lavoro in carcere organizzato dall’ Alleanza delle cooperative sociali, dalla Compagnia delle Opere e dall’Associazione enti nazionale di formazione professionale. L'”emergenza” sovraffollameto e’ stata tuttavia “affrontata e risolta”, fa notare il Guardasigilli: il numero dei detenuti e’ “stabilmente intorno a 53 mila” e i posti nelle carceri sono arrivati a quota 47mila. Tra gli altri risultati raggiunti Orlando indica la chiusura degli Opg, la riforma della custodia cautelare (necessaria perche’eravamo “il Paese in Europa con il piu’ alto tasso di detenuti in attesa di giudizio”), l’introduzione della messa alla prova. Compiere questo percorso non e’ stato semplice, perche’ sui temi del carcere si scatena sempre “una campagna demagogica” e dire che “bisogna buttare la chiave” fa ottenere “gli applausi nei comizi”,evidenzia Orlando. Ma ora che i “progressi sono stati compiuti”, si puo’ “pensare di lavorare a un progetto piu’ampio”, aggiunge rilanciando gli Stati generali per l’esecuzione della pena e invocando il ruolo attivo delle cooperative e delle associazioni di volontariato. (ANSA).

Carceri, Coop sociali: calo recidiva fa risparmiare 210 mln
Incontro con ministro Orlando e tre sottosegretari governo
Roma, 23 apr. (askanews) – L`abbattimento della recidiva porterebbe a un risparmio di 210 milioni di euro. Il recupero dei detenuti è di per sé un fatto umano, sociale di inestimabile valore che ha, anche, un risvolto economico per la collettività. È quanto emerso dal dialogo confronto “Per rieducare un carcerato ci vuole un villaggio” svolto a Roma, al Palazzo della Cooperazione e promosso da Alleanza delle Cooperative Sociali, Cdo Opere Sociali e Forma su come la riforma del sistema penitenziario potrà favorire il recupero umano e sociale delle persone detenute.
“Siamo pronti a dare il nostro contributo agli ‘Stati generali sul carcere’. Il nostro impegno è rinforzare l’alleanza con le istituzioni per realizzare in ogni carcere d’Italia esperienze lavorative finalizzate al recupero del detenuto. I dati sulla recidiva parlano chiaro: tra i detenuti che non svolgono programmi di reinserimento la recidiva sfiora il 90%, mentre tra i detenuti che seguono questo percorso la recidiva si riduce alla soglia del 10%”, ha detto Giuseppe Guerini, presidente Alleanza Cooperative Sociali, che ha introdotto e concluso i lavori.
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando ha detto che le “cooperative sono l’attore più idoneo a realizzare gli interventi per il lavoro nelle carceri e a creare il ponte con il dopo carcere per l`inserimento lavorativo”.
Il presidente CDO Opere Sociali, Monica Poletto, ha osservato che “per essere sussidiaria nel suo esito, la riforma del sistema penitenziario dovrà esserlo anche nella sua genesi. Nella sua predisposizione occorre dunque coinvolgere tutti i soggetti che stanno facendo esperienze positive di rieducazione all`interno delle carceri. Affinché si realizzi un sistema più giusto, che tenga più conto della centralità della persona, bisogna sempre partire da ciò che già c`è ed opera e collaborare per capire come possa essere sviluppato”.
Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, Luigi Bobba – Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Gabriele Toccafondi – Sottosegretario al Ministero dell`Istruzione, dell`Università e della ricerca; Edoardo Patriarca – Parlamentare e presidente Centro Nazionale per il Volontariato – Lucca.

Orlando: carceri costano 3 mld anno ma tasso recidiva più alto
Sviluppare sistema esecuzione penale esterna
Roma, 23 apr. (askanews) – “Il sistema carcere in Italia costa 3 miliardi di euro all’anno e ha una recidiva tra le più alte d’Europa” ma occorre trasformare la detenzione da “pena passiva” a “un’occasione di recupero per i detenuti attraverso studio e lavoro”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo all’incontro “Per rieducare un carcerato ci vuole un villaggio”, organizzato a Roma da una serie di cooperative italiane sociali impegnate nel recupero dei detenuti.
Il guardasigilli ha sottolineato come il primo obiettivo, quello del superamento del sovraffollamento carcerario, sia stato raggiunto: “quando mi sono insediato i detenuti erano 61mila con circa 44mila posti disponibili”, ora il numero dei reclusi “si aggira sui 53mila con 46-47 mila posti disponibili”. L’emergenza del sovraffollamento carcerario, ha aggiunto Orlando, è stata risolta anche grazie allo “stimolo importante e fondamentale venuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.
Secondo il ministro, occorre andare nella direzione di altri Paesi europei che hanno sviluppato un sistema dell’esecuzione penale esterna. “Abbiamo affrontato il tema con gli incentivi alla ‘smuraglia’ e con l’introduzione della messa alla prova si è aperto un filone importante del sistema delle pene alternative al carcere che il nostro Paese non aveva”. I primi risultati sono “molto incoraggianti e consentiranno di lavorare sullo sviluppo di una struttura ministeriale che si occupi dell’esecuzione penale esterna: il dipartimento del carcere invisibile”, ha spiegato.
Orlando ha ricordato come l’obiettivo “degli stati generali dell’esecuzione della pena sia quello di ridefinirne un nuovo modello” anche grazie al coinvolgimento delle cooperative sociali. Secondo il ministro è necessario “superare un’idea passiva della detenzione che spesso ha generato più crescita della criminalità di quanto non ne abbia contrastata”.

CARCERI: UN ‘VILLAGGIO’ PER EDUCARE, VOLONTARI RACCONTANO LAVORO DETENUTI =
incontro del mondo delle cooperative con il ministro Orlando
Roma, 23 apr. (AdnKronos) – Pasticceria artigianale, vino, pane e
dolci prodotti con ingredienti biologici, ma anche montaggio di
biciclette e assemblaggio di valigie e gioielli. Sono alcune delle
esperienze di lavoro in carcere, gestite da cooperative sociali che,
attraverso filmati e testimonianze dirette, sono state raccontate,
alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel corso
di un incontro organizzato da Alleanza delle cooperative italiane,
Compagnia delle opere e Associazione enti nazionali di formazione
professionale. Una serie di realtà che operano per favorire la
formazione e le relazioni personali delle persone detenute, e aiutarle
nel percorso di recupero e integrazione sociale.
“Per rieducare un carcerato ci vuole un villaggio” il titolo
dell’incontro, che riprende una citazione di Papa Francesco che, in un
incontro con il mondo della scuola, ha ricordato l’antico detto
africano “per educare un figlio ci vuole un villaggio”. Un “villaggio”
fatto di migliaia di volontari che, da Nord a Sud, operano negli
istituti penitenziari. A Padova il Consorzio Giotto gestisce la
rinomata pasticceria artigianale con le linee ‘I dolci di Giotto’ e ‘I
dolci di Antonio’, il call center e gli assemblaggi di valigie e
gioielleria, le business key per la firma digitale e il montaggio di
biciclette.

CARCERI: ORLANDO, COSTANO 3 MILIARDI L’ANNO CON TASSO RECIDIVA TRA PIU’ ALTI IN EUROPA =
‘Su tema molta demagogia, ma ottenuti risultati importanti’
Roma, 23 apr. (AdnKronos) – In Italia il sistema carcerario “costa
3miliardi l’anno e ha uno dei tassi di recidiva più alti d’Europa. È
un sistema che sta fallendo”. Lo ha sottolineato il ministro della
Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo a un incontro sul lavoro in
carcere promosso da Alleanza delle Cooperative sociali, Compagnia
delle opere e Associazione enti nazionali di formazione professionale.
Il ministro ha denunciato i rischi della “demagogia che si fa sul
carcere” che ha portato governo e Parlamento a lavorare “con
difficoltà” e “tenendo un profilo basso, ma cercando di ottenere
risultati”.
Risultati che Orlando ha rivendicato, ricordando “l’emergenza
sovraffollamento, che è stata affrontata e risolta, con il numero dei
detenuti stabilmente intorno ai 53mila e i posti arrivati a 47mila”.
Un punto di partenza per altri interventi come “la chiusura degli
Ospedali psichiatrici giudiziari, la riforma della custodia cautelare,
la mesa alla prova, che ha aperto un filone di pene alternative al
carcere, e incentivi per il lavoro dei detenuti”.
Si tratta di “un insieme di progressi che consentirà di ragionare su
un progetto più alto”, ha assicurato Orlando, rilanciando l’idea degli
Stati generali per l’esecuzione della pena ed evidenziando il ruolo
attivo delle cooperative e delle associazioni di volontariato.

CARCERI: UN ‘VILLAGGIO’ PER EDUCARE, VOLONTARI RACCONTANO LAVORO DETENUTI (2) =
(AdnKronos) – A Torino la Cooperativa ”Senza Macchia” si occupa
della lavanderia industriale in funzione all’interno della Casa
circondariale: una struttura di circa 600 mq coperti oltre a due spazi
esterni, attrezzati di macchinari e impianti, che ha commesse esterne
con strutture pubbliche e private.
La Cooperativa sociale ”Il germoglio”, nata nell’Alta Irpinia
dall’aggregazione di un gruppo di giovani, impegnati per creare
opportunità di lavoro restando nella propria terra di origine,
gestisce una fattoria sociale in cui i detenuti di Sant’Angelo dei
Lombardi producono di quattro vini bianchi di qualità, ricavati tutti
da vitigni locali e commercializzati in tutt’Italia con l’etichetta
”Il Galeotto”, anche questa ideata dai detenuti. Recentemente è
stata aperta anche la tipografia ”Le ali di carta”.

Sono disponibili i seguenti documenti:

#Villaggiocarcere

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